Parlo di psicologie per un motivo essenziale: all'interno della psicologia esistono diversi approcci, scuole di pensiero, lessici che rendono quello che io chiamo psicologia assolutamente diverso da quello che intende un'altro neolaureato dello stesso corso di laurea, di un'altro, per non dire quello che ne pensa un laureato francese o inglese... Eppure tutte queste ottiche, queste lenti, con cui vedere la psicologia possono essere tutte a loro modo corrette.
Riutilizzo un esempio usato stasera (vi avverto, è un pò schifoso, ma mi peremette alcune similitudini particolari)... Pensate alla psiche come il tubo di scarico di una cucina e allo psicologo come all'idraulico (ok, era perchè è un lavoro che puntualmente va fatto nella cucina di casa quando scendo giù)... Ebbene, scoprite che si è otturato il tubo, ma, nel 80% delle volte, non sapete perchè. I motivi possono essere diversi, così come sono diverse i motivi per cui qualcuno chiede l'aiuto di uno psicologo che, come un idraulico più o meno esperto, ha diversi modi di sturare, ognuno maggiormente efficace per una specifica occlusione.
Così i diversi approcci psicologici possono essere maggiormente efficaci con una determinata richiesta.
Un cognitivo comportamentale, ad esempio avrà molta difficoltà a lavorare con una coppia, così come un sistemico relazionale con una compulsione... In verità, oltre che rispetto alla patologia, molte volte l'efficacia della terapia dipende da quanto risuoni non solo nel terapeuta, ma anche nel paziente: un politico che ha ormai abbandonato gli ideali inziali per la legge delle sediem difficilmente potrà trarre giovamento da una terapia dinamica, che per sua natura mette in discussione, così come un artista depresso non capirà appieno le richieste di un comportamentista.... Ovviamente questi sono assolutismi, ma credo fermamente che uno psicologo, prima di essere lui a decidere se accettare una richiesta o no, dovrebbe dar la possibilità al paziente di sceglierlo con cognizione...
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