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25/11/08

Dietro le quinte, il mondo

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Nel mio tirocinio ho la possibilità di vedere le sedute dietro lo specchio (poi spiegherò meglio, per ora credetemi se vi dico che è formativo per me e può essere utile anche alla terapia, offrendo un occhio diverso)...
Bene, oggi, in questo momento, il tutto è andato, parafrasando, a passeggiatrici...
Invece di essere dietro lo specchio a sentire il racconto dell'ennesimo equilibrio spezzato tra due coniugi, sono a far la guardia all'Istituto per evitare che il marito faccia "una pazzia", che nel suo caso sarebbe inserita nell'area del controllo.
E quindi sono qui a pensare al setting (uno magari penserebbe alla cena o alla sua ragazza, ma io non materialmente una e la voglia dell'altra, collegate voi) e a come vari da una terapia all'altra.
Questa bolla che contiene il terapeuta, la sua paziente e il luogo in cui s'incontrano e poco altro, che come le bolle di sapone sono al contempo così effimere e così eccezzionalmente magiche...
Il pensiero che era già in nuce un paio di anni fa la prima volta che è stato affrontato nei miei studi, ma che oggi si rafforza con le prime esperienze è, se vogliamo, un signor pensiero sistemico.
La bolla di cui parlavamo prima è null'altro che un artificio, un costrutto immaginario come lo è per i freudiani l'Io: non è possibile immaginare che essista un luogo, tangibile o psicologico, che non sia contaminato da ciò che gli accade intorno; il vero setting mi sembra più che una bolla, un telefono a filo, un attimo di contatto speciale tra due o più persone che decidono di condividere un'ora, più o meno, per una tappa di cammino e scoperte insieme...
Considerando questo, e il parallelo che i soliti dinamici fanno tra il setting (che è una loro invenzione, o meglio, scoperta) e il rapporto amoroso, è facile vedere come, tra tutte le terapie possibili, quelle più interessanti siano quelli in cui l'amore è contrastato... Così come le storie d'amore celebri recitate finiscono tragicamente a causa della rottura della magia amorosa, così le più belle terapie sono quelle in cui il paziente lascia il terapeuta perchè finalmente domani è un nuovo giorno; quando cioè si stacca dal terapeuta libero di vivere in maniera nuova.... di scrivere il canovaccio della sua vita e di saperlo interpretare declinandolo a gusto del pubblico e proprio.

Il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori.
William Shakespeare


Il trucco sta nello scegliere il copione giusto da interpretare e nel sapere scegliere il momento per entrare e quello per uscire.

23/11/08

Psicologie...

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Non so se qualcuno l'ha notato, ma mi son preso un pò di vacanza.. in realtà in questi giorni mi è venuto a trovare mio padre e ho avuto poco tempo per pensare, ma stasera, tornando verso Modena da Cesena, ho ricevuto, inaspettatamente, la richeista di delucidazioni sulla psicologia... E ho pensato, spiegando cosa intendo per psicologia e perchè ho scelto quella psicologia piuttosto che un'altra, che non facevo altro che dire quello che vorrei comunicare attraverso questo blog, quindi ne approfitto per iniziare a parlare di un argomento che mi sta molto a cuore, e cioè le psicologie.
Parlo di psicologie per un motivo essenziale: all'interno della psicologia esistono diversi approcci, scuole di pensiero, lessici che rendono quello che io chiamo psicologia assolutamente diverso da quello che intende un'altro neolaureato dello stesso corso di laurea, di un'altro, per non dire quello che ne pensa un laureato francese o inglese... Eppure tutte queste ottiche, queste lenti, con cui vedere la psicologia possono essere tutte a loro modo corrette.
Riutilizzo un esempio usato stasera (vi avverto, è un pò schifoso, ma mi peremette alcune similitudini particolari)... Pensate alla psiche come il tubo di scarico di una cucina e allo psicologo come all'idraulico (ok, era perchè è un lavoro che puntualmente va fatto nella cucina di casa quando scendo giù)... Ebbene, scoprite che si è otturato il tubo, ma, nel 80% delle volte, non sapete perchè. I motivi possono essere diversi, così come sono diverse i motivi per cui qualcuno chiede l'aiuto di uno psicologo che, come un idraulico più o meno esperto, ha diversi modi di sturare, ognuno maggiormente efficace per una specifica occlusione.
Così i diversi approcci psicologici possono essere maggiormente efficaci con una determinata richiesta.
Un cognitivo comportamentale, ad esempio avrà molta difficoltà a lavorare con una coppia, così come un sistemico relazionale con una compulsione... In verità, oltre che rispetto alla patologia, molte volte l'efficacia della terapia dipende da quanto risuoni non solo nel terapeuta, ma anche nel paziente: un politico che ha ormai abbandonato gli ideali inziali per la legge delle sediem difficilmente potrà trarre giovamento da una terapia dinamica, che per sua natura mette in discussione, così come un artista depresso non capirà appieno le richieste di un comportamentista.... Ovviamente questi sono assolutismi, ma credo fermamente che uno psicologo, prima di essere lui a decidere se accettare una richiesta o no, dovrebbe dar la possibilità al paziente di sceglierlo con cognizione...

19/11/08

Psicologia e Psicologie II

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Ero molto in dubbio se, stasera, sarei riuscito tirar fuori dal cappello qualcosa da scrivere. Non perchè non avessi nulla da dire, ma perchè di cose da dire ne ho fin troppe, poi, una chiacchierata con un'amica, e la scoperta di un cavillo burocratico che potrebbe non farmi sostenere l'esame di stato mi hanno fatto venire l'idea.
Per chi si stesse chiedendo qual'è il mio attuale stato d'animo... guardate l'immagine a fianco: sul lettino metterei l'ordine, che se ne inventa sempre una nuova per rendere difficile a noi poveretti l'accesso... spero almeno che, superato l'esame, trattino meglio, ma ho i miei dubbi... Comunque sorvoliamo e tiriamo le fila della serata...
Quello che vorrei fare stasera è raccontare un pò come sono arrivato a scegliere la psicologia.. ovviamente non racconterò tutti i motivi, un pò perchè sennò non avrei nulla da scrivere, un pò perchè, una scelta così importante e vedrete anche radicale, trova le sue cause in tanti aspetti, a volte difficili da definire, altri invece estremamente privati.

Il motore principale che mi ha spinto in questa coome in tante altre scelte è la curiosità, e non posso che trovarmi bene in un approccio che fonda il suo lavoro su un articolo, tra gli altri, come "Revisione dei concetti di Ipotizzazione, Circolarità, Neutralita: un Invito alla Curiosità". Si, sono curioso, direi che rasento il ficcanasismo.. Una curiosità orientata, più sul volersi fare gli affari degli altri, sul desiderio di comprendere e conoscere il mondo...E sin da subito la mia curiosità si è concentrata sull'ellemento del mondo più misterioso, un vero e proprio tassello fuori posto nell'ordine delle cose, tanto che qualcuno (non lo linko un pò perchè non mi ricordo, ma anche perchè in quella conversazione di cui sopra mi si tacciava di saper troppo, quando in verità è che so di saper troppo poco) diceva che l'ascesa dell'uomo è simile ad una malattia autoimmune per Gea. La mia curiosità verso l'uomo, diciamolo a chiare lettere verso me stesso, si è prima affacciato verso l'aspetto fisico, così che i miei studi alle superiori mi permettono di sapere alemno a grandi linee come si fa una titolazione, cos'è una beuta o l'agar cioccolato, ma non so una declinazione o nulla di pedagogia (questo anche a causa di un prof all'università estremamente particolare). Ma nell'arco dei 5 anni che passavano, le esperienze e la maturazione che arrivava, mi hanno poi fatto fare una scelta decisamente radicale.
Ora che devo buttarlo giù è difficile districare il filo tessuto dal Cloto per individuare i diversi motivi, certamente sono da ritrovare nella convinzione (ancora abbastanza radicata) che lo spazio per scoperte sull'uomo eticamente lecite da un punto di vista biologico è molto stretto, un pò perchè in quei 5 anni ho subito una grande evoluzione nella mia persona, direi equiparabile ad una buona terapia, grazie ad un corso di teatro, un pò per motivi antecedenti.

Comunque sia, non rinnego la forma mentis lasciatami dalle superiori, di stampo tecnico, anzi la ritengo un valore aggiunto per il mio modo di intendere la psicologia. E' una cosa che mi è capitato di notare all'università, la stragrande maggioranza dei miei conpagni di corso, se erano capaci di ricordarsi i minimi particolari di una determinata materia, con mia grande frustrazione, quando dovevano mettere in connessione le diverse materie, sembravano cadere dalle nuvole... Io preferisco di gran lunga sapere a quale conoscenza affidarmi quando mi trovo davanti un paziente... anche se credo che il fine ultimo di uno psicologo sia, paradossalmente, non dover mai fare affidamento ad una teoria o ad un autore in quanto tale, poichè ha così integrato in sè gli aspetti utili da non saperli districare...

Come diceva Bion un terapeuta deve saper entrare in seduta senza memoria e senza desiderio; ovvero deve incontrare chi gli sta di fronte senza la gabbia dei pensiero pensati da qualcun'altro, dei pregiudizi e al contempo libero dalle aspettative che si possono formare nella sua mente... una vera neutralità che è anche curiosità. E il cerchio di chiude, per stasera.

16/11/08

Psicologia e Psicologie

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"Ok... 'sto qui parla di pissicologia... ma perchè?"

Spero ve lo stiate chiedendo, perchè vorrebbe dire che ho lettori curiosi, e ciò non può che farmi piacere...
Allora.. parlo di psicologia per diversi motivi, che essenzialmente sono riconducibili ad un'unica motivazione:
Di psicologia si parla poco, o se preferite, si parla troppo e a sproposito, parole tirate fuori da persone che, o si vestono di panni che non sono i loro, o che vendono la propria figura professionale per dare una veste di professionalità e serietà a cose che non hanno nè l'una, nè l'altra. Mi riferisco essenzialmente agli psicologi che si vedono passare attraverso la televisione... Non mi azzardo a giudizi assolutisti visto che non sono un fido seguace del tubo catodico, ma nella stragrande maggioranza dei casi in cui ho visto presunti psicologi parlare in tv ho avuto l'impressione che il loro intervento fosse, o assolutamente lontano da un linguaggio psicologico, o pilotato e scelto per non offendere le orecchie di chi avidamente segue il programma in cui si viene ospitati....
Anche girovagando sui siti in cui compare la parola psicologia l'impressione è che chi scrive o sacrifichi la psicologia all'altare del qualunquismo o addirittura che non si sia letto che le quarte di copertina dei libri della sezione di psicologia di qualche libreria di terz'ordine.

Quindi, sempre se siete curiosi, vi starete chiedendo... "ok, possiamo anche essere d'accordo che la psicologia che viene offerta al pubblico sia diversa da quella che è in realtà... ma cosa ti da l'autorizzazione a credere di poter far meglio?"

In primo luogo io spero e non credo affatto di poter far meglio, in secondo luogo, dopo averci ragionato un pò, ho scelto il mezzo del blog proprio perchè mi offre la possibilità di interagire con chi legge, non solo chi non è addentro alla materia, ma mi auspico, proprio con chi è psicologo (cultore, studente o operatore nel settore) e legge questa affascinante materia con un'altra ottica.

Perchè, è qui arriviamo al titolo del post, non esiste una sola psicologia, ma tante, forse infinite, psicologie diverse, diversi modi di leggere e discutere di un argomento così complesso (caotico nel senso etimologico del termine) qual'è l'umano. E' un argomento che mi sta a cuore quindi per ora concludo qui ma avrò modo di ritornare sull'argomento.
Concludo dicendo che se qualcuno del campo (collega, anche se questo termine mi piace poco) non tanto ora che non si capisce che forma prenderà questo blog quanto più avanti, volesse partecipare contribuendo i qualsiasi forma, sarò ben felice di accettare.

Nomi e Veronomi

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Primo post... Difficile decidere cosa scrivere se non si è mai creato un blog, ancor di più se è la prima volta che ci si affaccia come attore nel Web 2.0, con le diffidenze di chi, navigatore critico di alcune trasformazioni che si affacciano su Internet, vuol provare...
Il primo scoglio da superare è il nome.
Ho sempre trovato affascinante l'enfasi che si da in alcune culture ai nomi quali portatori della identità di una persona.
Ovviamente questa fascinazione è collegata al nome che porto, carico di significati, e poco comune, tanto che non ho ancora incontrato un altro Achille con cui confrontarmi.
E non è un caso che, al contrario di altri navigatori che conosco che hanno un nick diverso per ogni profilo, io conservi da anni un solo nick.. che non vi dirò mica ^^!
Questo sproloquio nasce dalla difficoltà di trovare un nome che contenesse in sè l'essenza di ciò che vorrei scrivere in questo bolg e che mi piacesse in pieno...
"Psicologia certamente... un nome composto magari... ma che dia l'idea che non voglio essere cattedratico o che, certamente, non so tutto"
Un rimurgino stranamente, per me, breve per arrivare a questo nome che, dopo una rapida ricerca sui motori di ricerca, sembra abbastanza raro da poter assumere una sua identità propria...
Concludo questo primo post con un piccolo augurio per me e per chi legge... che queste righe e quelle che servano possano essere lo spunto per voler conoscere e approfondire un argomento così maltrattato dall'opinione pubblica qual'è la psicologia.
 

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