Sinestesia: Quando una sensazione proveniente da un senso contamina un'altro... quando la vista di un frutto ci fa sentirne il sapore in bocca o il profumo...
Ieri pomeriggio, nel mio lavoro come tutor, sono uscito per la prima volta con un ragazzino autistico (trovo molto fastidioso definirlo "ragazzino autustico" ma questioni di privacy e rispetto impongono che non scriva il nome, e non voglio usare un nome fittizio), era la seconda volta che stavamo insieme... con due ore alal settimana è difficle fare molto... La prima volta avevo raccolto delle informazioni sul nostro contatto, non parlava e la comunicazione mimica era estremamente ridotta, sebbene capisse e, raccogliendo le informazioni dall'insegnate di sostegno e dall'educatrice, sapevo che con le figure maschili (almeno quelle autorevoli) rispettava abbastanza; ero quindi preparato ad un'uscita che sarebbe stata abbastanza tranquilla se non fossero successi imprevisti.
Siamo usciti e imprevisti non ce ne sono stati, ma mi è difficile raccontare, proprio per la sensazione che non so definire se non con sinestesia... esclusa un paio di risate nel ritorno, la sua comunicazione è stata essenzialmente una comunicazione al negativo: silenzi, monenti in cui si fermava mentre camminavamo e strattonamenti, delicati ma decisi.
Eppure, anche se il canale della parola è stato intasato dal mio parlare, un pò per vedere le sue risposte ai miei cambi di toni e cadenze un pò per un mio imbarazzo, sento che, ad un livello ancestrale, abbiamo comunicato.
Divertente per lui, a questo divertimento si devono le risate, ma anche per me, proprio per la sensazione di sentire un canale di contatto con lui, è stato il ritorno.
Ero stato avvisato che ha una passione per i bar, ci si infila e ordina molto cibo, che puntualmente mangia felice.. ero stato rassicurato dal padre che aveva con se un borsellino con i soldi per pagare e sul fatto che aveva concezione del pagamento.. ero convinto di avere la situazione in pugno visto che avevo progettato un itinerario con meno bar possibile, visto che a me al contrario non piacciono eccessivamente... non avevo fatto i conti con lui e con fatto che la città in cui vivo attualmente, Modena, io la conosco poco.
Arrivati vicino alla scuola facciamo, sotto sua pressione, una deviazione, avevo intuito la sua intenzione di fiondarsi in un bar e gli avevo detto che visto che l'uscita (pur se non eravamo andati a vedere la mostra che avevo programmato) era andata bene... Ci fermiamo, lui prende una pasta (per chi come me la prima volta, si sta immaginando un piatto fumante di spaghetti c'ò pummarola.. una pasta è un pasticcino) e una caramella, che io, per evitare l'imbarazzo di cercare nelle sue tasche il borsellino, pago.. continuiamo poi la nostra deviazione verso la scuola.. e qui succede che ci sia un bar che di cui non sapevo, si fionda anche dietro il mio tentativo di fermarlo e diamo spettacolo con lui che mi indica le paste e io dico no, ne hai già mangiata una, con me che cerco di convincerlo ad uscire (un pò perchè ha una certa forza muscolare, un pò perchè non è il mio modus operandi non siamo usciti di forza), lui che indicava dei pacchetti di caramelle e io che lo fermavo, lui che prendeva una caramella, di quelle facilemnte apribili, tutto sorridente la mangia e io che pago... Alla fine riesco a convincerlo e ci avviamo verso l'uscita ma, proprio davanti la porta c'è il bancone delle caramelle... è un attimo, ne prende una e si mette alla porta, metà dentro e metà fuori e mi guarda sorridendo... Io pago e esco e lo trovo che, ridendo, si sta tirando fuori il borsello, che gli faccio rimettere a posto, prenderò i soldi a scuola... Alla fine torniamo a scuola tra risatine sue e sorrisi miei.. Qualcuno meno ottimista, o illuso, potrebbe pensare che mi son fatto fregare da un handicappato... Io invece sono convisto di essere stato messo alla prova e di aver provato di essere disposto a essere diverso dal padre e dall'insegnate, che probabilmente lo avrebbero costretto con più forza, e dalla madre e dall'educatrice, che invece vengono trattate con maggiore aggressività... e, come spero abbiate capito, essere a metà, e essere al contempo diverso, sono cose che mi piacciono molto. E penso che, in un'altra famiglia, in un'altra città, qualche anno fa, sarebbe stato intrappolato non solo nel suo corpo ma anche tra muri e farmaci pesanti e pensati per punire gli incolpevoli.
A chi mi legge, provate, quando non riuscite ad usare i sensi per capire, provate a leggere le mani, gli occhi, a sentire i silenzi... e se non volete ascoltare un povero matto che vuol curare gli altri per conoscere se stesso, provate a porre orecchio a queste parole:
E' difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco, cantare per il sordo,
liberare gli schiavi che si credono liberi.
Rodari
.. Provate a spogliarvi un attimo della normalità e usate gli occhi per parlare, il silenzio per urlare, l'anima per ascoltare...
Achille