09/12/08

Pregiudizi

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Pregiudizio: giudicare qualcosa in maniera parziale, senza aver raccolto tutte le conoscenze su quella determinata cosa in quanto tale.
Pregiudizio viene spesso colllegato al pregiudizio razziale, e acquisisce per "partito preso" (quindi in maniera pregiudiziale) un carattere negativo. Eppure il pregiudizio è parte integrante del nostro normale modo di ragionare.
Siamo in una strada poco illuminata e vediamo arrivare davanti a noi un tipo che barcolla leggermente e ha un involto di carta nella mano: potete decidere di continuare per la strada incrociando il tipo e accorciando la via di casa o prendere un'altra strada e allungare di 20 minuti.
Quanti di voi non hanno pensato ad un alcolizzato (o peggio) alzino la mano. Eppure dai dati che ho fornito nulla dà adito a pensar male.. la persona potrebbe addirittura essere in difficoltà (ma anche desumere questo sarebbe un pregiudizio).
La riflessione nasce da un discorso fatto recentemente su come la categoria di psicologi, e in generale di chi si occupa di salute mentale, soffra spesso di pregiudizi (in senso stretto meno, ma in senso lato moltissimo, basti pensare all'etichettamento a cui alcuni pazienti vanno incontro e agli effetti che ha sulla loro salute).
E' anche vero però che al di là degli errori di logica (che vanno sotto il nome di euristiche) che il pregiudizio porta, la capacità di decidere un'azione a partire da dati parziali (che è il pregiudizio) è fondamentale per l'uomo nella sua vita quotidiana. Il colpo di fulmine (per trovare un esempio "positivo") è un pregiudizio, ci si innamora di una persona che si conosce appena sulla base di come ci si aspetta sia.

Ma resta il fatto che il pregiudizio può arrivare a segnare in maniera fortissima le persone.
Signor Giudice mi hanno assassinato. Lavoravo. Mi hanno fatto cacciar via dal banco dov'ero assegnato con la scusa che, essendocci io, nessuno più veniva a far debiti e pegni...
Spero non me ne vogliate se cito nuovamente uno dei miei autori preferiti, Pirandello.

07/12/08

Un post tanto per fare...

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... ma neanche vero.
E' un momento di progetti che vorticano nella mia mente e cercano di dimostrare che, si, sembrano irrealizzabili, ma possono esserlo con una certa costanza. Come ho già scritto questo porta via energie mentali che potrei usare altrove. Ma stavolta invece delle 4 rime posto una cosa molto più seria: un estratto della prima domanda di ammissione alla scuola di specializzazione, in cui do una mia definizione del modello sistemico relazionale (il hce vuol dire che definiso il mio modello sistemico). Al che vi domanderete: " E a noi che ce frega?!" La risposta è che, a mio parere, per decidere se ascoltare o meno quello che dice una persona occorre sapere quello che pensa e questo estratto rappresenta abbastanza ciò che penso sulla psicologia.

1. Definire l’approccio sistemico e relazionale ed il suo utilizzo nei vari contesti.
L’approccio sistemico e relazionale è un approccio che, utilizzando la teoria dei sistemi, legge gli eventi come il risultato dell’interazione di diversi soggetti che, attraverso il fenomeno del feed‐back, influenzano e sono influenzati e concorrono equamente al risultato [...]. In questo senso ogni azione che compiamo può essere portatrice di cambiamento, e comunicazione, nei diversi sistemi a cui apparteniamo.
Da un punto di vista psicologico, l’approccio sistemico e relazionale, risponde alla domanda che viene posta dal paziente cercando di tenere in considerazione i sistemi, in primo luogo la famiglia, con cui viene maggiormente in contatto [...].
Date queste premesse, l’approccio sistemico e relazionale può essere utilizzato per “leggere” diversi contesti: [...] può essere una chiave di lettura per la comprensione di diversi eventi sociali, superando il meccanismo azione‐reazione verso un approccio che analizzi il contesto in cui l’evento si verifica; può essere un’ottica utile anche nella terapia individuale, quando porta l’attenzione del soggetto non esclusivamente su se stesso e i suoi problemi, ma su lui come persona immersa in un sistema di persone, modificatrici e modificate in un ciclo continuo.

05/12/08

4 Rime

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E' un periodo di ripensamento su diverse cose... ripensamenti che assorbono energie che altrimenti sarebbero disponibili, anche per estrarre dalla matassa informe dei miei pensieri qualcosa di scrivibile... Il massimo che sono riuscito a tirar fuori è uno dei prodotti tipici del mio stress: delle rime, o prosa che si fa passar per tale, che rappresentano un pensiero che, non riuscendosi a condensare in maniera completa, aleggia nella speranza di essere messo su carta...
Ecco qui, queste righe, non che sia in tema con il resto del blog, potreste notare, ma considerando il numero di visitatori (nullo?) direi che posso permettermi uno stacco.


Tanti tipi di amore,
l'amore struggente per un lontano compagno,
l'amore violento che carezza a pugno chiuso,
quello tiepido che non riesce a rinfocolare,
l'amore silenzioso che si nutre di contrasti,
l'amore sospettoso dove gelosia diventa perdita,
l'amore che urla, doppiando il volo di una caffettiera
quello che non sa parlare e che si frena contro un muro di vuoto,
tanti sono i modi d'amare,
ne esiste uno giusto?

02/12/08

Spunti: Eternal Sunshine

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Io avevo 8 anni e avevo dei giocattoli, delle bambole: la mia preferita era una bambola brutta che io chiamavo Clementine e la sgridavo in continuazione: non devi essere brutta, sii bella! Che assurdità. Come se, potendo trasformare lei, potessi per magia cambiare me stessa.
Per chi lo avesse visto, il titolo del film è stato tradotto (vi ho già detto che tradurre e tradire hanno la stessa radice etimologica?) con "Se mi lasci ti cancello". Titolo che fa pensare ad una commediola, niente di più diverso dal film che mi appresto a consigliarvi.
Quante volte vi siete sentiti dire "mi piacerebbe dimenticarlo", "vorrei non averlo mai incontrato".. Frasi che tutti noi abbiamo avuto modo di dire, perchè quando una persona ci lascia sentiamo i ricordi che ci legano a lui, e che prima erano fonte di piacere, come delle catene che ci riportano non ai ricordi belli cui derivano, ma a quelli tristi.
Ma cosa accadrebbe se fosse possibile, con una macchina neppure troppo futuristica, cancellare effettivamente la memoria di una specifica persona... Il film da una risposta molto interessante, nascosta in un film godibile, un pò metafisico ed onirico, ma piacevole da guardare e capace di fare ciò per cui sembra creato, far pensare. Jim Carry, ancora una volta, mette la sua irresistibile faccia di palstica al servizio di un film serio, riuscendo ancora una volta a dimostrare talento, come fanno tutti gli altrio attori (quelli che mi è piaciuto meno è Wood, ma ormai nella mia mente, come in quella di tanti amanti del fantasy, è strettamente legato a piedi pelosi e anelli magici). Per chi fosse curioso dell'origine del titolo inglese (che è Eternal sunshine of the spotless mind) ecco la traduzione della poesia da cui è preso:

Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

01/12/08

Spunti: Sanitarium

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Come dicevo nel post precedente, sono pienamente convinto che arte e psicologia possano muoversi inseme e guadagnarne entrambe, come che l'arte, in quanto mezzo che trasmette emozioni, sia qualcosa che va al di là di pittura, scultura e scrittura, ma che possa abbracciare qualsiasi media; in un certo qual modo l'arte è soggettiva perchè comunica in maniera diversa a seconda della sensibilità di chi ne usufruisce. Innanzi ai proverbi fiamminghi possiamo rimanere estasiati dell'estratto di umanità che l'autore condensa in un'unico quadro, possiamo letteralmente immergerci nella lettura di It e tornare bambini impauriti dal mostro sotto il letto, guardare un Bronzo di Riace, una macchina anatomica e rimanere colpiti, in maniera estremamente diversa, della perfezione del corpo umano.... oppure possiamo non provare nulla.
E' con la comprensione che quello che sto per dire possa non essere condiviso che vi propongo il primo di una serie di spunti di riflessione, di particolari che mi hanno colpito e fanno meditare.
Il videogioco in questione, Sanitarium, è un piccolo esempio di come tacciare i videogame di contenitori di violenza gratuita sia sbagliato... Sanitarium non è un gioco per bambini, è un'avventura grafica estremamente adulta per storia e contenuti; Nel corso del gioco avrete a che fare con bambini trasformati in vegetali, freak show, e insetti giganti... il tutto mescolato in una storia che, se all'inizio sembra estremamente scontata, in realtà è articolata e godibile. E, rileggendo gli esempi d'arte che ho portato prima, che credevo di aver scelto a caso, mi rendo conto che, se siete lettori di King, amate l'intrico e le tinte forti dei fiamminghi e non disdegnate un pò d'orrore, ripescare questo piccola pietra dura della storia videoludica non è affatto una cattiva idea, visto che in giro per la rete è possibile trovare una patch che traduce i sottotitoli in italiano.

I demoni del passato possono tormentarti... o renderti libero
 

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