Anche se molti psicologi, specialmente quelli che si sentono mancare la terra sotto i piedi appena si esce dallo scientificamente dimostrabile, trovano difficile parlarne, esiste un forte legame tra le storia e la psicologia.
Con storia mi riferisco in primo luogo a miti e favole, ma anche a gran parte della letteratura, a ogni forma d'espressione che imbastisca una storia di persone.
Questo legame viene ben individuato da due grandi padri della psicologia dinamica, che sono Freud e Jung. Jung, in special modo, prende a piene mani dalla mitologia e dal politeismo greco e latino per caratterizzare al meglio i diversi aspetti della sua teoria degli archetipi; d'altro canto molti autori moderni mostrano di attingere a quanto gli psicologi hanno indagato per rendere le proprie storie maggiormente appetibili...
Il motivo di questo legame è rintracciabile nel fatto che l'arte (e le buone storie sono dei piccoli affreschi artistici) è tale quando trasmette emozione; così i personaggi mitologici e fiabeschi come quelli di racconti più moderni, risultano efficaci solo quando la scheggia di emozione da cui nascono si ripropone nel lettore. La solitudine creativa di Efesto, la candida fiducia di Biancaneve come il coraggio del simplice di Frodo o il desiderio di sfuggire alle pastoie della vita quotidiana di Lecter... Quanto più un personaggio o una storia sono sfaccettate, tanto più è possibile per chi legge riconoscervi una parte di sè.
E' ovvio che, come già Freud faceva anche se forse in maniera eccessiva, è possibile rintracciare nelle opere d'arte una parte del loro autore, lasciatovi non sempre in maniera consapevole. Così diviene possibile esperire e meditare su alcuni aspetti in maniera spesso più chiara, e sicuramente più piacevole, attraverso un buon libro, un dipinto come forme meno "nobili" d'arte (penso in primo luogo a fumetti e videogiochi). Mi piacerebbe segnalarvi via via che ne incontro o mi tornano in mente, qualche esempio di quanto dico in questo breve post...
Per stasera inizio consigliandovi un romanzo e un racconto in cui si individuano due emozioni in forma quanto mai pura:
Il ritratto di Dorian Gray - Moderno mito di Narciso dove però manca il fine consolatorio della metamorfosi...
Il cuore rivelatore - Diciamolo chiaro e tondo, Poe è uno scrittore abbastanza scarso, una prosa difficile da digerire, eppure è al tempo stesso un gran narratore, le sue storie riescono ad avvinghiare in maniera piacevole il lettore, lasciandolo, chiuso il libro, con quel senso di spaesamento che ben si addice ai temi che tratta; come l'attanagliante senso di colpa che il battito del cuore annuncia....
Mi piacerebbe concludere con una nota personale: un paio di anni fa mi capitava di fare un discorso simile con una persona che si dimostrava d'accordo con me, ma che poi storceva il naso quando dicevo che uno dei miei generi preferiti è la fantascienza precedente agli anni '80. La sua idea era che la fantacienza fosse troppo leggera perchè potesse trasmettere qualcosa... Per chi è di questa idea consiglio la lettura di 1984 (buon esempio di fantasociologia che precorre per certi versi i nostri tempi) e chiudo con questa bella frase di Baudelaire.
Tutti gli imbecilli borghesi che pronunciano, continuamente le parole "immoralità, immoralità, moralità dell'arte", mi fanno venire in mente Louise Villedieu, prostituta da cinque franchi, che accompagnandomi una volta al Louvre (...) domandava, dinanzi a quelle statue e a quei quadri immortali, come si potevano esporre pubblicamente simili indecenze.
Con storia mi riferisco in primo luogo a miti e favole, ma anche a gran parte della letteratura, a ogni forma d'espressione che imbastisca una storia di persone.
Questo legame viene ben individuato da due grandi padri della psicologia dinamica, che sono Freud e Jung. Jung, in special modo, prende a piene mani dalla mitologia e dal politeismo greco e latino per caratterizzare al meglio i diversi aspetti della sua teoria degli archetipi; d'altro canto molti autori moderni mostrano di attingere a quanto gli psicologi hanno indagato per rendere le proprie storie maggiormente appetibili...
Il motivo di questo legame è rintracciabile nel fatto che l'arte (e le buone storie sono dei piccoli affreschi artistici) è tale quando trasmette emozione; così i personaggi mitologici e fiabeschi come quelli di racconti più moderni, risultano efficaci solo quando la scheggia di emozione da cui nascono si ripropone nel lettore. La solitudine creativa di Efesto, la candida fiducia di Biancaneve come il coraggio del simplice di Frodo o il desiderio di sfuggire alle pastoie della vita quotidiana di Lecter... Quanto più un personaggio o una storia sono sfaccettate, tanto più è possibile per chi legge riconoscervi una parte di sè.
E' ovvio che, come già Freud faceva anche se forse in maniera eccessiva, è possibile rintracciare nelle opere d'arte una parte del loro autore, lasciatovi non sempre in maniera consapevole. Così diviene possibile esperire e meditare su alcuni aspetti in maniera spesso più chiara, e sicuramente più piacevole, attraverso un buon libro, un dipinto come forme meno "nobili" d'arte (penso in primo luogo a fumetti e videogiochi). Mi piacerebbe segnalarvi via via che ne incontro o mi tornano in mente, qualche esempio di quanto dico in questo breve post...
Per stasera inizio consigliandovi un romanzo e un racconto in cui si individuano due emozioni in forma quanto mai pura:
Il ritratto di Dorian Gray - Moderno mito di Narciso dove però manca il fine consolatorio della metamorfosi...
Il cuore rivelatore - Diciamolo chiaro e tondo, Poe è uno scrittore abbastanza scarso, una prosa difficile da digerire, eppure è al tempo stesso un gran narratore, le sue storie riescono ad avvinghiare in maniera piacevole il lettore, lasciandolo, chiuso il libro, con quel senso di spaesamento che ben si addice ai temi che tratta; come l'attanagliante senso di colpa che il battito del cuore annuncia....
Mi piacerebbe concludere con una nota personale: un paio di anni fa mi capitava di fare un discorso simile con una persona che si dimostrava d'accordo con me, ma che poi storceva il naso quando dicevo che uno dei miei generi preferiti è la fantascienza precedente agli anni '80. La sua idea era che la fantacienza fosse troppo leggera perchè potesse trasmettere qualcosa... Per chi è di questa idea consiglio la lettura di 1984 (buon esempio di fantasociologia che precorre per certi versi i nostri tempi) e chiudo con questa bella frase di Baudelaire.
Tutti gli imbecilli borghesi che pronunciano, continuamente le parole "immoralità, immoralità, moralità dell'arte", mi fanno venire in mente Louise Villedieu, prostituta da cinque franchi, che accompagnandomi una volta al Louvre (...) domandava, dinanzi a quelle statue e a quei quadri immortali, come si potevano esporre pubblicamente simili indecenze.