Nel mio tirocinio ho la possibilità di vedere le sedute dietro lo specchio (poi spiegherò meglio, per ora credetemi se vi dico che è formativo per me e può essere utile anche alla terapia, offrendo un occhio diverso)...
Bene, oggi, in questo momento, il tutto è andato, parafrasando, a passeggiatrici...
Invece di essere dietro lo specchio a sentire il racconto dell'ennesimo equilibrio spezzato tra due coniugi, sono a far la guardia all'Istituto per evitare che il marito faccia "una pazzia", che nel suo caso sarebbe inserita nell'area del controllo.
E quindi sono qui a pensare al setting (uno magari penserebbe alla cena o alla sua ragazza, ma io non materialmente una e la voglia dell'altra, collegate voi) e a come vari da una terapia all'altra.
Questa bolla che contiene il terapeuta, la sua paziente e il luogo in cui s'incontrano e poco altro, che come le bolle di sapone sono al contempo così effimere e così eccezzionalmente magiche...
Il pensiero che era già in nuce un paio di anni fa la prima volta che è stato affrontato nei miei studi, ma che oggi si rafforza con le prime esperienze è, se vogliamo, un signor pensiero sistemico.
La bolla di cui parlavamo prima è null'altro che un artificio, un costrutto immaginario come lo è per i freudiani l'Io: non è possibile immaginare che essista un luogo, tangibile o psicologico, che non sia contaminato da ciò che gli accade intorno; il vero setting mi sembra più che una bolla, un telefono a filo, un attimo di contatto speciale tra due o più persone che decidono di condividere un'ora, più o meno, per una tappa di cammino e scoperte insieme...
Considerando questo, e il parallelo che i soliti dinamici fanno tra il setting (che è una loro invenzione, o meglio, scoperta) e il rapporto amoroso, è facile vedere come, tra tutte le terapie possibili, quelle più interessanti siano quelli in cui l'amore è contrastato... Così come le storie d'amore celebri recitate finiscono tragicamente a causa della rottura della magia amorosa, così le più belle terapie sono quelle in cui il paziente lascia il terapeuta perchè finalmente domani è un nuovo giorno; quando cioè si stacca dal terapeuta libero di vivere in maniera nuova.... di scrivere il canovaccio della sua vita e di saperlo interpretare declinandolo a gusto del pubblico e proprio.
Il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori.
William Shakespeare
Il trucco sta nello scegliere il copione giusto da interpretare e nel sapere scegliere il momento per entrare e quello per uscire.
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