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02/12/08

Spunti: Eternal Sunshine

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Io avevo 8 anni e avevo dei giocattoli, delle bambole: la mia preferita era una bambola brutta che io chiamavo Clementine e la sgridavo in continuazione: non devi essere brutta, sii bella! Che assurdità. Come se, potendo trasformare lei, potessi per magia cambiare me stessa.
Per chi lo avesse visto, il titolo del film è stato tradotto (vi ho già detto che tradurre e tradire hanno la stessa radice etimologica?) con "Se mi lasci ti cancello". Titolo che fa pensare ad una commediola, niente di più diverso dal film che mi appresto a consigliarvi.
Quante volte vi siete sentiti dire "mi piacerebbe dimenticarlo", "vorrei non averlo mai incontrato".. Frasi che tutti noi abbiamo avuto modo di dire, perchè quando una persona ci lascia sentiamo i ricordi che ci legano a lui, e che prima erano fonte di piacere, come delle catene che ci riportano non ai ricordi belli cui derivano, ma a quelli tristi.
Ma cosa accadrebbe se fosse possibile, con una macchina neppure troppo futuristica, cancellare effettivamente la memoria di una specifica persona... Il film da una risposta molto interessante, nascosta in un film godibile, un pò metafisico ed onirico, ma piacevole da guardare e capace di fare ciò per cui sembra creato, far pensare. Jim Carry, ancora una volta, mette la sua irresistibile faccia di palstica al servizio di un film serio, riuscendo ancora una volta a dimostrare talento, come fanno tutti gli altrio attori (quelli che mi è piaciuto meno è Wood, ma ormai nella mia mente, come in quella di tanti amanti del fantasy, è strettamente legato a piedi pelosi e anelli magici). Per chi fosse curioso dell'origine del titolo inglese (che è Eternal sunshine of the spotless mind) ecco la traduzione della poesia da cui è preso:

Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

01/12/08

Spunti: Sanitarium

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Come dicevo nel post precedente, sono pienamente convinto che arte e psicologia possano muoversi inseme e guadagnarne entrambe, come che l'arte, in quanto mezzo che trasmette emozioni, sia qualcosa che va al di là di pittura, scultura e scrittura, ma che possa abbracciare qualsiasi media; in un certo qual modo l'arte è soggettiva perchè comunica in maniera diversa a seconda della sensibilità di chi ne usufruisce. Innanzi ai proverbi fiamminghi possiamo rimanere estasiati dell'estratto di umanità che l'autore condensa in un'unico quadro, possiamo letteralmente immergerci nella lettura di It e tornare bambini impauriti dal mostro sotto il letto, guardare un Bronzo di Riace, una macchina anatomica e rimanere colpiti, in maniera estremamente diversa, della perfezione del corpo umano.... oppure possiamo non provare nulla.
E' con la comprensione che quello che sto per dire possa non essere condiviso che vi propongo il primo di una serie di spunti di riflessione, di particolari che mi hanno colpito e fanno meditare.
Il videogioco in questione, Sanitarium, è un piccolo esempio di come tacciare i videogame di contenitori di violenza gratuita sia sbagliato... Sanitarium non è un gioco per bambini, è un'avventura grafica estremamente adulta per storia e contenuti; Nel corso del gioco avrete a che fare con bambini trasformati in vegetali, freak show, e insetti giganti... il tutto mescolato in una storia che, se all'inizio sembra estremamente scontata, in realtà è articolata e godibile. E, rileggendo gli esempi d'arte che ho portato prima, che credevo di aver scelto a caso, mi rendo conto che, se siete lettori di King, amate l'intrico e le tinte forti dei fiamminghi e non disdegnate un pò d'orrore, ripescare questo piccola pietra dura della storia videoludica non è affatto una cattiva idea, visto che in giro per la rete è possibile trovare una patch che traduce i sottotitoli in italiano.

I demoni del passato possono tormentarti... o renderti libero
 

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