Come dicevo nel post precedente, sono pienamente convinto che arte e psicologia possano muoversi inseme e guadagnarne entrambe, come che l'arte, in quanto mezzo che trasmette emozioni, sia qualcosa che va al di là di pittura, scultura e scrittura, ma che possa abbracciare qualsiasi media; in un certo qual modo l'arte è soggettiva perchè comunica in maniera diversa a seconda della sensibilità di chi ne usufruisce. Innanzi ai proverbi fiamminghi possiamo rimanere estasiati dell'estratto di umanità che l'autore condensa in un'unico quadro, possiamo letteralmente immergerci nella lettura di It e tornare bambini impauriti dal mostro sotto il letto, guardare un Bronzo di Riace, una macchina anatomica e rimanere colpiti, in maniera estremamente diversa, della perfezione del corpo umano.... oppure possiamo non provare nulla.
E' con la comprensione che quello che sto per dire possa non essere condiviso che vi propongo il primo di una serie di spunti di riflessione, di particolari che mi hanno colpito e fanno meditare.
Il videogioco in questione, Sanitarium, è un piccolo esempio di come tacciare i videogame di contenitori di violenza gratuita sia sbagliato... Sanitarium non è un gioco per bambini, è un'avventura grafica estremamente adulta per storia e contenuti; Nel corso del gioco avrete a che fare con bambini trasformati in vegetali, freak show, e insetti giganti... il tutto mescolato in una storia che, se all'inizio sembra estremamente scontata, in realtà è articolata e godibile. E, rileggendo gli esempi d'arte che ho portato prima, che credevo di aver scelto a caso, mi rendo conto che, se siete lettori di King, amate l'intrico e le tinte forti dei fiamminghi e non disdegnate un pò d'orrore, ripescare questo piccola pietra dura della storia videoludica non è affatto una cattiva idea, visto che in giro per la rete è possibile trovare una patch che traduce i sottotitoli in italiano.
I demoni del passato possono tormentarti... o renderti libero
01/12/08
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